El Salvador adotta il bitcoin come valuta legale: le implicazioni sullo scenario socio-economico

Lo scorso 7 settembre, El Salvador è diventato il primo paese al mondo ad adottare il bitcoin come valuta legale, affiancandolo al dollaro statunitense. Lo stesso giorno si sono verificate proteste nella capitale San Salvador contro tale misura mentre altre manifestazioni, le più importanti dall’insediamento del presidente Nayib Bukele nel 2019, sono state registrate il 15 settembre. Queste ultime, verificatesi in occasione del bicentenario dell’indipendenza del paese dalla Spagna, hanno preso di mira anche i 200 nuovi bancomat installati nel paese, che consentono di convertire dollari in bitcoin.

Fig. 1 – Un manifestante vandalizza un bancomat durante le proteste anti-governative del 15 Settembre. Marvin Recinos/AFP

Secondo una ricerca della Central American University (CAU) condotta tra la popolazione salvadoregna, soltanto il 4,8% del campione analizzato conosce e sa utilizzare il bitcoin, mentre il 68% si diceva in disaccordo con l’introduzione della criptovaluta. Adottato il 9 giugno dal parlamento del paese centroamericano, il “Bitcoin Act” era stato presentato dal presidente Nayib Bukele come uno stimolo importante all’inclusione finanziaria di coloro i quali non hanno accesso ad un conto bancario. Sempre secondo Bukele, l’adozione del bitcoin dovrebbe avere l’effetto di ridurre la dipendenza dell’economia salvadoregna dal dollaro statunitense. Inoltre, la Banca Mondiale metteva in evidenza nel 2020 come l’economia del Salvador fosse ancora largamente dipendente dalle rimesse degli emigrati, che si trovano soprattutto negli Stati Uniti. In tale ottica, l’adozione di una criptovaluta comporterebbe l’abbattimento delle commissioni finanziarie tradizionalmente connesse a tali invii di denaro, ai quali Bukele cerca così di dare un forte impulso.

Tuttavia, sempre secondo la Banca Mondiale, soltanto il 50% dei salvadoregni utilizza internet in maniera regolare, circostanza che lascia di fatto l’altra metà senza accesso alla nuova valuta. Oltre a ciò, l’estrema volatilità del bitcoin, manifestatasi anche durante l’ultimo anno, fa temere per la stabilità economica del paese. Molti esercenti, obbligati dalla nuova legge ad accettare pagamenti in bitcoin, preferiscono utilizzare questi ultimi alla stregua di un conto di deposito, visto che il costo per la conversione in dollari statunitensi è di circa il 10%. Importanti fluttuazioni al ribasso del valore della criptovaluta, pertanto, potrebbero avere enormi ripercussioni sui risparmi delle famiglie salvadoregne. Il giorno prima della loro introduzione come valuta ufficiale, il paese aveva acquistato 400 bitcoin, per un valore di 20,9 milioni di dollari. La stessa valuta virtuale si era però contestualmente deprezzata, determinando una perdita complessiva di 3 milioni di dollari per il paese. Tale circostanza rende l’idea della volatilità della nuova valuta, fattore che risulterà fondamentale in qualsiasi analisi economica del paese nel breve e medio periodo.

Le proteste, tuttavia, non si limitano ai fattori elencati finora, ma prendono di mira anche i metodi di governo di Bukele, da molti settori della società percepiti come sempre più autoritari. Figlio di un imam di origini palestinesi, il presidente salvadoregno governa il paese dal giugno 2019, dopo aver vinto le elezioni alla guida del partito Nuevas Ideas, di centro-destra, fondato l’anno prima. I detrattori lo accusano di aver intrapreso una deriva antidemocratica, soprattutto dopo le elezioni politiche ed amministrative dello scorso 28 febbraio, che hanno garantito al suo partito una maggioranza dei due terzi al parlamento. Pochi mesi dopo, la Asamblea Legislativa ha sostituito 5 giudici della corte suprema, scatenando le proteste dell’opposizione -ma anche le critiche dell’Organizzazione degli Stati Americani e degli Stati Uniti- che accusano Bukele di mettere a rischio il sistema democratico di pesi e contrappesi. In tale ottica è da segnalare che, nel febbraio 2020, in occasione della discussione parlamentare circa il budget da assegnare alle forze di sicurezza, il presidente fece il suo ingresso nell’assemblea accompagnato dall’esercito nel tentativo, secondo le opposizioni, di condizionare l’esito del voto.

All’inizio di settembre la corte suprema ha aperto la strada ad un’eventuale rielezione di Bukele nel 2024, stabilendo che un presidente in carica può ricandidarsi per un secondo mandato. La decisione è stata duramente criticata dagli Stati Uniti che, tramite una nota del Dipartimento di Stato, parla espressamente di “declino della governance democratica”.

Fig. 2 – Il Presidente salvadoregno Nayib Bukele. Camilo Freedman/Bloomberg

In tale contesto, è lecito prevedere uno scenario caratterizzato da proteste in aumento e crescente instabilità economica nel breve e medio termine. Non è la prima volta che il paese assiste ad un cambio di valuta: nel 2001, allo scopo di stimolare la crescita economica, nel paese fu autorizzata la libera circolazione del dollaro statunitense. Il colón, fino ad allora unica moneta ufficiale, smise di circolare in pochi mesi, ma non ha mai lasciato il suo corso legale. Il rischio maggiore è sicuramente legato alla volatilità del bitcoin, il cui valore è soggetto ad oscillazioni anche importanti ed è per questo suscettibile di determinare situazioni di instabilità finanziaria notevole. La misura voluta da Bukele non ha nemmeno trovato il favore delle maggiori istituzioni finanziarie internazionali: la Banca Mondiale si è espressamente rifiutata di aiutare il paese a gestire questa nuova fase, mentre il Fondo Monetario Internazionale ha manifestato le sue riserve circa gli aspetti macroeconomici, finanziari e legali della misura. Per tale motivo è probabile che, in caso di crisi finanziaria, il paese centroamericano non potrà neanche contare su un atteggiamento particolarmente benevolo delle due istituzioni. Per quel che riguarda il fenomeno della criminalità organizzata, principale criticità per il paese, è probabile che questa possa trarre importanti benefici dalla diffusione del bitcoin. Già nel 2018 un rapporto dell’Interpol evidenziava la preferenza che gruppi criminali -e terroristici- hanno verso le criptovalute, ritenute più sicure per le loro operazioni finanziarie. Inoltre, è del 2019 un rapporto di InSight Crime secondo il quale le criptovalute rappresentano un mezzo molto efficiente a disposizione dei gruppi criminali per riciclare i proventi delle loro attività.

Fig. 3 – Fluttuazione del valore del bitcoin in relazione al dollaro, Settembre 2020 – Settembre 2021. Si nota il deprezzamento avvenuto tra il 7 e l’8 settembre, costato al paese 3 milioni di dollari. Statista

Nonostante Bukele possa contare su un tasso di gradimento ancora molto alto, è probabile che le proteste anti-governative non si plachino, a maggior ragione se il presidente continuerà a minimizzarle. In particolare, l’adozione del bitcoin come valuta ufficiale non sembra un processo reversibile nel breve periodo, elemento che conforta l’ipotesi del prosieguo delle manifestazioni ad opera delle categorie più colpite dal provvedimento.

Sul piano della politica estera, il rapporto con gli Stati Uniti sembra in fase di rapido deterioramento. I due paesi, tuttavia, hanno legami abbastanza solidi che dovrebbero sopravvivere alle criticità di questo periodo. Gli Stati Uniti sono il primo partner commerciale del paese centroamericano, oltre ad ospitare più di 2 milioni di salvadoregni che inviano in patria la quasi totalità delle rimesse. Inoltre, nell’agosto 2018, El Salvador ha interrotto le relazioni diplomatiche con Taiwan, avvicinandosi sempre più a Pechino. Per tale motivo, al di là dell’irritazione per questa mossa, Washington vorrà evitare un pericoloso avvicinamento tra i due paesi.

In definitiva, il quadro risulta instabile, tanto dal punto di vista economico quanto da quello sociale. Nel primo caso la volatilità del bitcoin è un fattore suscettibile di determinare conseguenze economiche importanti, soprattutto nel medio periodo. Nel secondo caso, nonostante la maggior parte della popolazione sostenga ancora l’attuale presidente, il “Bitcoin Act” risulta perlopiù impopolare. Tale circostanza appare suscettibile di alimentare altre proteste nel breve periodo, soprattutto ad opera delle fasce di popolazione più interessate dal provvedimento.

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