La minaccia jihadista nell’Africa Occidentale

L’analisi degli eventi di security occorsi negli ultimi anni nel Golfo della Guinea – e in particolare in Costa d’Avorio, Ghana, Togo e Benin – evidenzia un aumento della minaccia posta dall’attività dei gruppi jihadisti nella regione. Già nel febbraio 2021, il capo dei servizi segreti esterni francesi (Direction Générale de la Sécurité Extérieure, DGSE) Bernard Emié ha dichiarato pubblicamente che le organizzazioni eversive attive nella regione del Sahel e legate ad al-Qaeda stanno attuando una strategia di espansione della loro sfera di attività verso sud, nello specifico verso il Golfo di Guinea. In particolare, segnalava Emié, militanti di tali gruppi sarebbero già stati inviati in Costa d’Avorio e in Benin.

Tale decisione sarebbe stata presa nel febbraio 2020, nell’ambito di un incontro fra diversi leader estremisti appartenenti alla galassia qaedista della regione. Tuttavia, secondo le testimonianze di vari miliziani che oggi collaborano con le autorità, le origini di tale dinamica risalgono almeno al 2012, quando alcuni leader dei gruppi di insorgenza jihadisti avrebbero iniziato a inviare propri emissari nell’area, in particolare in Costa d’Avorio.

Nell’affrontare la minaccia rappresentata dalle formazioni terroristiche, Costa d’Avorio, Ghana, Togo e Benin – nonostante le loro differenze sul piano storico, istituzionale e culturale – presentano degli elementi comuni di vulnerabilità da cui potrebbero scaturire fattori di instabilità per il quadro di sicurezza nazionale e regionale.

Download

Ricevi il report completo

Condividi questo articolo
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Seguici
Ultimi articoli