Outlook Africa Occidentale e Centrale

In diversi Paesi dell’Africa Occidentale e Centrale l’attività del governo e dell’apparato amministrativo è rallentata o compromessa del tutto da problemi di governance. Quest’ultimi sono spesso legati alle persistenti tensioni fra le differenti fazioni politiche sia all’interno degli stessi esecutivi al governo che tra partiti di maggioranza e opposizione.

La presenza di alti livelli di conflittualità sul piano politico è un elemento che caratterizza (seppur con diversa intensità) molti Paesi dell’Africa Occidentale e Centrale, incidendo negativamente sul generale quadro di sicurezza dei singoli stati e riducendo la capacità di azione delle forze di polizia nel contrasto alla criminalità, ai gruppi terroristici e alle formazioni armate di diversa matrice attive sul territorio.

Tali dinamiche sono particolarmente evidenti, anche se in forme diverse tra loro, in Repubblica Democratica del Congo, Nigeria, Camerun e Costa d’Avorio, dove le vicende in corso rischiano di avere un impatto significativo nell’intera regione dell’Africa Occidentale e Centrale in termini di sicurezza. A titolo di esempio è possibile citare i casi di Nigeria e Camerun la cui porosità dei confini favorisce sia una sostanziale libertà di movimento ai gruppi jihadisti attivi nelle rispettive regioni settentrionali sia ai flussi illegali di armi, droga ed esseri umani.   

A livello generale, al momento non si individuano segnali che rendano plausibile nel corso del 2021 un mutamento del quadro di sicurezza in senso positivo dell’area dell’Africa Occidentale e Centrale. Al contrario, i diversi fattori e i dati analizzati portano a ritenere che vi sarà un peggioramento del contesto securitario dell’area rispetto all’anno appena concluso.

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