Outlook Africa Orientale

Etiopia-Eritrea

In seguito al conflitto occorso nella regione del Tigray, il quadro di sicurezza etiope si è aggravato e nel corso del 2021 tale trend appare poter essere confermato. Nel 2020 il numero di vittime associate a eventi violenti è stato tre volte superiore a quello del 2019, soprattutto a causa del conflitto tigrino (che ha fatto registrare circa 1.100 vittime, oltre la metà del totale). La seconda regione per numero di vittime è stata quella dell’Oromia (439), seguita da quella del Beshangul-Gumaz.

Nel 2021, la conflittualità in Etiopia potrebbe conoscere non tanto un incremento quantitativo, quanto una ulteriore diffusione dal punto di vista geografico. In quest’ottica, l’evento catalizzatore delle tensioni politiche, etniche e sociali è rappresentato dalle elezioni legislative previste per maggio 2021.

Le forze politiche sono essenzialmente divise in due fronti eterogenei: al primo schieramento appartengono i pan-etiopi, guidati dal Prosperity Party (PP) del Primo Ministro Abiy Ahmed, i quali mirano a modificare la narrazione politica etiope fondata su base etnica; il secondo, invece, è rappresentato dalle forze etno-nazionaliste, il cui obiettivo è quello di preservare la corrispondenza tra partiti politici ed appartenenza etnica. Tra questi troviamo l’Oromo Liberation Front (OLF) ed il Tigray People Liberation Front (TPLF). Tuttavia, questi partiti non sembrano in grado di poter mettere in discussione la vittoria elettorale, a lungo annunciata, per Abiy Ahmed e il PP. Più che per il confronto politico alle urne, la tornate elettorale rappresenterà un momento di criticità per il quadro di sicurezza del Paese. Prima, durante e dopo le votazioni sono probabili manifestazioni e disordini in tutto il Paese. Verosimilmente, gli scontri armati coinvolgeranno le milizie armate dei partiti d’opposizione (OLF e TPLF) che si scontreranno con le forze di sicurezza. Pertanto, nel corso del 2021 si assisterà ad un incremento dei controlli di sicurezza e degli arresti arbitrari, anche a danno di leader politici non allineati. Inoltre, le elezioni politiche, anche qualora dovessero essere rimandate, incrementeranno il rischio di azioni asimmetriche compiute da gruppi terroristici di differente matrice, etnica o jihadista, che appaiono poter interessare soprattutto la capitale Addis Abeba (sebbene le attività di intelligence e contrasto al terrorismo abbiano evidenziato una crescente efficacia negli ultimi anni). Per quanto concerne il terrorismo di matrice jihadista, è concreta la possibilità di infiltrazioni di membri dello Stato Islamico e soprattutto di al-Shabab, due fazioni in contrasto sul territorio somalo, ma potenzialmente alleate in Etiopia.

Una minaccia maggiore è posta dal terrorismo di matrice etnica, in particolare quello legato all’irredentismo oromo e tigrino. La crescente distanza tra alcuni fronti oromo ed Abiy Ahmed da un lato, e il conflitto armato della regione del Tigray, rendono concreto il rischio di azioni asimmetriche con ordigni esplosivi improvvisati. La minaccia posta da azioni terroristiche associate alla fazione dei tigrini è interconnessa con l’andamento del conflitto tra le milizie del TPLF e l’esercito federale. In seguito all’escalation del 2020, nel 2021 questo conflitto proseguirà sotto-forma di guerriglia armata, con incursioni e saccheggi nei centri urbani minori, azioni dimostrative contro asset governativi e lancio di missili contro infrastrutture ed obiettivi sensibili, non solo in territorio etiope, ma anche verso Asmara, la capitale dell’Eritrea. Lo scontro armato, nella sua fase di maggiore tensione ha già direttamente coinvolto l’Eritrea, la cui alleanza con Abiy Ahemd non è al momento in discussione. Il quadro politico interno eritreo, nel 2021 sarà ancora una volta dominato dalla figura del Presidente Isaias Afewerki, la cui azione di governo, pur garantendo una certa stabilità istituzionale, si caratterizza per una netta repressione del dissenso, delle libertà individuali, dei diritti politici e per una scarsa capacità di gestione della crisi alimentare del Paese.

Infine, nel 2021 proseguirà il confronto tra Etiopia, Sudan ed Egitto, circa la Diga della Rinascita Etiope (GERD). Attualmente, i margini per il raggiungimento di un accordo tra le parti sono minimi. Nuove tensioni diplomatiche e minacce di interventi armati sono possibili in corrispondenza della stagione delle piogge (giugno ed agosto), che fisiologicamente segnerà un ulteriore progresso nel riempimento del bacino della diga.

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