Outlook Pakistan

Il sistema politico-istituzionale pakistano è attualmente contraddistinto da un’aspra contrapposizione tra l’esecutivo guidato da Imran Khan, primo ministro e leader del Pakistan Tehreek-e-Insaf (PTI), e il Pakistan Democratic Movement (PDM), una coalizione antigovernativa che rappresenta gli interessi di diversi partiti all’opposizione.

Il PDM ha tra i propri obiettivi la conclusione del governo Khan e la convocazione di elezioni anticipate, allo stato attuale previste nell’agosto 2023, finalità che intende ottenere attraverso manifestazioni e marce di protesta nei principali centri urbani pakistani. Al momento, non si sono verificati gravi episodi di violenza, ma le critiche rivolte da importanti esponenti del PDM nei confronti dell’apparato di sicurezza del Paese (esercito e servizi segreti), accusato di aver facilitato il successo del PTI e di controllarne indirettamente l’azione, contribuiscono a favorire un aumento del rischio d’instabilità politica. Nel breve periodo, molto dipenderà dall’esito delle elezioni per il Senato, previste il 3 marzo 2021, alle quali le componenti del PDM intendono presentarsi unite.

Tra i possibili scenari futuri, quello più probabile consiste nella prosecuzione dell’esperienza del governo presieduto da Imran Khan sino al termine del mandato, facilitata dal sostegno ad esso garantito dall’apparato di sicurezza pakistano e dalla scarsa coesione tra gli attori politici che compongono il PDM. Tale eventualità appare possibile soprattutto nel caso di un successo del PTI alle prossime elezioni per il Senato. Il Paese sarà comunque caratterizzato nei prossimi mesi da diffuse manifestazioni di protesta antigovernative, principalmente dovute alla difficile situazione economica, peggiorata a causa della crisi sanitaria.

Un secondo scenario plausibile riguarda la possibilità di un rimpasto di governo, soprattutto nel caso in cui i partiti che compongono il PDM ottengano positivi risultati alle elezioni. In tale circostanza, l’apparato di sicurezza pakistano potrebbe favorire alcune modifiche all’interno dell’esecutivo per contenere il malcontento popolare, ma appare comunque poco credibile una sostituzione del primo ministro.

Lo scenario peggiore è quello di una significativa escalation delle proteste, seguita da diffusi episodi di violenza con vittime e feriti tra i civili, nonché da potenziali attacchi terroristici da parte dei gruppi jihadisti e separatisti attivi in Pakistan, i quali potrebbero strumentalizzare la delicata situazione per pianificare e compiere nuove operazioni. In una situazione di elevata instabilità non va esclusa, come avvenuto in altre occasioni nel passato, l’eventualità di un colpo di stato predisposto dalle autorità militari, le quali giustificherebbero l’iniziativa rilevando l’inadeguatezza delle forze politiche civili ad affrontare efficacemente le molteplici sfide che il Pakistan sarà chiamato ad affrontare nel breve-medio periodo.

Download

Scarica il report completo

Condividi questo articolo
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Seguici
Ultimi articoli